Zone Blu e Medicina Moderna

La zona blu di Nicoya e il segreto della longevità

di Dott. Oreste Di Mattei Di Matteo 15 Aprile 2026

La zona blu di Nicoya e il segreto della longevità
La zona blu di Nicoya e il segreto della longevità

La penisola di Nicoya è una “zona blu” dove uomini e donne superano i cento anni con una frequenza fino a dieci volte superiore al resto del mondo [3].Gli studi demografici dimostrano che i nicoyani presentano estrema longevità, biomarcatori di invecchiamento favorevoli e stili di vita unici.Questa longevità straordinaria è il frutto di un’alimentazione ricca di fibre e povera di zuccheri, attività fisica quotidiana e una profonda rete sociale [1].Questa combinazione di fattori genetici, ambientali e culturali rende la regione un laboratorio vivente per comprendere la longevità e l’invecchiamento sano.

Indice

 

Introduzione


Negli ultimi due decenni l’interesse scientifico per le cosiddette “Blue zones”, aree geografiche con una concentrazione eccezionale di centenari, è cresciuto esponenzialmente. Oltre alla Sardegna, a Okinawa, a Ikaria e Loma Linda, la penisola di Nicoya è stata identificata anch'essa come zona blu.Anche in questo angolo del mondo, infatti, gli abitanti mostrano straordinaria longevità e salute [3].

Una ricerca sulla zona blu di Nicoya, condotta su 16 300 anziani costaricani, ha evidenziato che un nicoyano ha una probabilità di diventare centenario sette volte superiore rispetto a un coetaneo giapponese [1].Questo vantaggio non dipende dal livello socio‑economico e scompare nei soggetti che migrano fuori dalla regione, suggerendo che l’ambiente e il modo di vivere siano determinanti più della genetica[1].

In un contesto globale segnato dall’aumento delle malattie croniche legate all’età, Nicoya offre un modello di longevità attiva e spinge la comunità scientifica a comprendere quali fattori possano essere trasferiti ad altre popolazioni.

Definizione e inquadramento scientifico


Una Zona blu è definita come un’area limitata con un’alta prevalenza di centenari e caratteristiche ambientali e socio‑culturali omogenee [2]. La penisola di Nicoya, situata nella provincia di Guanacaste, comprende cinque distretti: Santa Cruz, Nicoya, Hojancha, Nandayure e Carrillo.La popolazione dell'area conta circa 183 000 abitanti [2].

Secondo la letteratura, la longevità nicoyana si manifesta soprattutto nella popolazione maschile: la ratio di mortalità per tutte le cause è inferiore del 20 % rispetto al resto del Costa Rica e la mortalità cardiovascolare è ridotta del 35 %[1].I nicoyani mostrano livelli più bassi di biomarcatori di rischio cardiovascolare.Inoltre, sono più snelli e più alti e soffrono meno disabilità rispetto ai coetanei di altre regioni[1].Dal punto di vista biochimico, presentano telomeri più lunghi e concentrazioni più elevate di deidroepiandrosterone solfato (DHEA‑S), indicativi di un invecchiamento più lento[1].

La dieta tradizionale è costituita da alimenti semplici come riso, fagioli, mais, frutta e una moderata quota di proteine animali.Questa dieta si caratterizza per un basso indice glicemico e alta percentuale di fibre[1].

Meccanismi biologici e fattori di longevità


Biomarcatori e fisiologia dell’invecchiamento


Analisi longitudinali hanno rivelato che i centenari nicoyani mantengono telomeri più lunghi e livelli più elevati di DHEA‑S, ormoni legati alla resilienza allo stress[1]. La riduzione della mortalità cardiovascolare (DRR = 0.65) indica un metabolismo lipidico e glucidico favorevole, probabilmente sostenuto dall’alimentazione ricca di fibre e povera di zuccheri raffinati.Lo studio demografico ha mostrato che un uomo nicoyano di 60 anni ha una speranza di vita di 2,2 anni superiore rispetto al corrispondente giapponese[1].Questi elementi suggeriscono che l’ambiente ormonale e l’attività antiossidante risultano fondamentali nel ritardare la senescenza cellulare.

Dieta e micronutrienti: benefici dell'alimentazione di Nicoya


I benefici della dieta di Nicoyanon sono limitate alla dieta in sé, come abbiamo visto, ma anche ad una serie di altre ragioni.

La dieta nicoyana si basa su:
  1. legumi (fagioli neri e rossi),
  2. riso, mais (tortillas),
  3. zucca,
  4. frutta tropicale (papaya, mango),
  5. verdure a foglia verde,
  6. occasionalmente carne o pesce.
Questa combinazione fornisce carboidrati complessi, proteine vegetali, vitamine (A, C, E) e minerali come calcio e selenio.La maggior parte delle calorie deriva da alimenti a basso indice glicemico, riducendo il carico glicemico e migliorando la sensibilità insulinica.

In base ai modelli alimentari delle Power 9, i nicoyani seguono la "regola dell’80 %", mangiando fino a sentirsi sazi al 80 % per evitare eccessi calorici.Prediligono una dieta a predominanza vegetale, con carne consumata 5 volte al mese.Anche il consumo di vino rosso è moderato e legato a momenti conviviali.[3]

Le "Power 9" sono un insieme di principi di dieta e stile di vita osservati nelle Zone Blu, regioni con altissima longevità. Le regole includono una dieta prevalentemente vegetale, moderato consumo di alcol, integrazione di legumi, limitazione di zuccheri e carni, uso di grassi sani, cereali integrali, riduzione dei latticini, e l'acqua come bevanda principale, oltre a enfatizzare l'importanza dell'attività fisica, legami sociali forti e strategie per gestire lo stress.

Attività fisica e metabolismo energetico


Uno degli elementi distintivi della Blue Zone di Nicoya è l’attività fisica naturale. Una revisione sistematica sul comportamento motorio dei centenari delle Blue Zones ha evidenziato che l’81 % delle loro attività quotidiane è di intensità moderata, comprendendo lavoro agricolo, cura dell’orto, raccolta di legna e faccende domestiche.[4] I nicoyani mantengono hobbies e occupazioni anche oltre l’età pensionabile, con un’elevata autonomia funzionale e una costante esposizione alla luce solare.

Questo modello di movimento continuo migliora la funzione cardiovascolare, la massa muscolare e l’equilibrio ormonale.L’assenza di sedentarietà è ulteriormente favorita dalla conformazione geografica collinare, che obbliga a camminate e salite quotidiane.[4]

Stress, sonno e orologi biologici


La gestione dello stress è un altro pilastro della longevità. Nelle Blue Zones le persone adottano rituali di “downshift” per scaricare le tensioni: meditazione, preghiera o riposo diurno[3].Nei villaggi nicoyani è comune concedersi una siesta dopo il pranzo, contribuendo a regolare i ritmi circadiani e a ridurre l’infiammazione cronica.Il riposo adeguato si combina con l’esposizione a luce naturale e con un ritmo di vita scandito dalle attività agricole.Questo favorisce la sincronizzazione dell’orologio biologico.

Aspetti sociali, psicologici e culturali


Senso dello scopo e supporto sociale


Gli abitanti di Nicoya chiamano il loro senso della missione “plan de vida”, un concetto simile all’ikigaigiapponese[3]. Avere un obiettivo chiaro nella vita conferisce fino a sette anni di aspettativa di vita aggiuntiva[3].La società nicoyana valorizza la famiglia e l’integrazione intergenerazionale: i genitori anziani vivono vicino ai figli e i nonni partecipano alla cura dei nipoti, generando un reciproco sostegno emotivo e pratico.

Secondo la “Power 9”, mettere i legami affettivi al primo posto riduce la mortalità, rafforza le reti sociali e migliora la salute mentale[3].Le comunità sono spesso ancorate a una fede religiosa e a riti tradizionali, che offrono coesione e sostegno durante i periodi difficili[3].

Reti comunitarie e coesione


Nelle Blue Zones l’adesione a gruppi sociali che promuovono comportamenti sani è fondamentale. A Nicoya esistono reti di amici, simili ai “moai” di Okinawa, che si incontrano regolarmente per condividere pasti, attività agricole o supportarsi nelle difficoltà[3].Le ricerche suggeriscono che la condivisione di uno stile di vita positivo all’interno del gruppo riduce il rischio di fumo, obesità e isolamento[3].L’ambiente rurale favorisce inoltre la connessione con la natura e con cicli stagionali, promuovendo un rapporto armonico con le risorse del territorio.

Educazione e trasmissione culturale


Le tradizioni culinarie e le pratiche agricole vengono tramandate di generazione in generazione. Le donne nicoyane preparano ancora a mano le tortillas e utilizzano tecniche ancestrali di fermentazione che preservano i nutrienti.L’educazione informale sui rimedi naturali, come l’uso di piante medicinali locali, integra la medicina moderna e contribuisce a una percezione olistica della salute.

Implicazioni cliniche e sanitarie


Uno studio trasversale condotto su 43 centenari residenti nella Blue zone di Nicoya ha descritto il profilo clinico, funzionale, mentale e sociale di questa popolazione[2]. L’età media era di 101,9 anni, con una leggera predominanza di donne (58 %)[2].Tuttavia, le donne presentavano maggiore dipendenza nelle attività della vita quotidiana rispetto agli uomini[2].È stata rilevata una elevata prevalenza di ipovitaminosi D (87,3 %), fibrillazione atriale (9,3 %) e deficit visivi (46,5 %)[2].

Nonostante i risultati citati, le condizioni croniche tipiche dell’anziano, come diabete, depressione, cardiopatia ischemica, broncopneumopatia cronica ostruttiva e polifarmacoterapia, sono risultate sorprendentemente poco frequenti[2].Lo stesso studio ha evidenziato una diffusa malnutrizione e ipertensione, segnali che suggeriscono la necessità di migliorare l’apporto proteico e monitorare la pressione arteriosa anche in popolazioni longeve.L’assistenza sanitaria locale, quindi, deve conciliare la valorizzazione dei fattori culturali con un’adeguata prevenzione e gestione delle patologie emergenti.

Strategie di prevenzione e applicazioni pratiche


Adattare la dieta tradizionale


Chi desidera trarre beneficio dal modello nicoyano può incorporare nella propria alimentazione quotidiana legumi, cereali integrali, frutta fresca e verdure a foglia. Ridurre il consumo di alimenti ultraprocessati e limitare le porzioni di carne a poche volte al mese replica la plant‑slant osservata a Nicoya[3].È consigliabile rispettare la regola dell’80 % fermandosi a mangiare quando non si è più affamati e evitando spuntini serali[3].Il moderato consumo di vino rosso durante i pasti può avere effetti cardio‑protettivi, ma dev’essere contestualizzato all’interno di uno stile di vita sano[3].

Promuovere il movimento naturale


Integrare attività fisica moderata nella routine quotidiana – come camminare, fare giardinaggio o fare le scale – è più efficace che affidarsi esclusivamente a programmi sportivi intensi. L’ambiente urbano può essere reso più favorevole alla longevità attraverso politiche che incentivano il verde pubblico, orti urbani e percorsi pedonali.Svolgere lavori manuali e mantenere un hobby fisico fino ad età avanzata migliora la funzionalità e l’autonomia[4].

Coltivare legami e scopi personali


Stabilire un senso dello scopo chiaro, investire nelle relazioni familiari e partecipare a comunità di interesse (sportive, culturali o religiose) riduce il rischio di isolamento e depressione. Le politiche sanitarie dovrebbero promuovere programmi di volontariato intergenerazionale e supportare i caregiver familiari.La condivisione di pasti e attività con amici rafforza il tessuto sociale e ha un impatto positivo sull’invecchiamento cognitivo.

Gestire lo stress e migliorare il sonno


Pratiche come la meditazione, la preghiera, la respirazione consapevole o la siesta possono diminuire la risposta infiammatoria e migliorare la salute mentale[3]. Stabilire routine regolari di sonno e limitare l’esposizione alla luce artificiale durante la sera aiuta a mantenere l’omeostasi circadiana.

In sintesi: il ruolo di Nicoya nella longevità e nella salute


  • La Penisola di Nicoya in Costa Rica è riconosciuta come una "zona blu" dove la popolazione mostra una longevità eccezionale, attribuita a una dieta ricca di fibre, attività fisica quotidiana, e forti legami sociali.
  • Gli abitanti di Nicoya seguono una dieta basata su legumi, riso, mais, frutta tropicale e verdure, con un consumo moderato di carne e vino rosso, che contribuisce a profili lipidici e glicemici favorevoli e a telomeri più lunghi.
  • Fattori come l'attività fisica naturale, la gestione dello stress, il senso di scopo nella vita ("plan de vida"), e la coesione sociale sono fondamentali per il modello di longevità attiva osservato a Nicoya.

Domande frequenti (FAQ)


Perché Nicoya è considerata una Zona blu?


La domanda: cosa rende Nicoya una Zona blu?è lecita.La penisola di Nicoya presenta una concentrazione elevata di centenari e un’evidente riduzione della mortalità nei maschi.La probabilità che un uomo di 60 anni diventi centenario è sette volte superiore rispetto a un coetaneo giapponese.

Qual è la dieta tipica dei nicoyani?


La dieta è composta principalmente da riso, fagioli, mais (tortillas), verdure, frutta tropicale e una moderata quantità di carne o pesce.Questo regime alimentare è ricco di fibre e povero di zuccheri, con un basso indice glicemico.

La genetica conta più dello stile di vita?


Gli studi su gemelli suggeriscono che solo circa il 20 % della longevità è determinato dai geni.Il resto dipende da fattori ambientali e comportamentali come dieta, attività fisica, relazioni sociali e gestione dello stress.Importanti sono anche il clima di Nicoya e la cultura Chorotega.

Quali biomarcatori sono associati alla longevità nicoyana?


I centenari di Nicoya presentano telomeri più lunghi e livelli più alti di deidroepiandrosterone solfato (DHEA‑S), oltre a profili lipidici e glicemici favorevoli.

Quali malattie sono meno frequenti nei centenari nicoyani?


Secondo uno studio clinico, questa popolazione ha una bassa prevalenza di diabete, depressione, cardiopatia ischemica e broncopneumopatia cronica ostruttiva, ma manifesta malnutrizione, ipovitaminosi D e ipertensione.

Cosa possiamo imparare dal modello nicoyano per la nostra salute?


Alla domanda: come posso vivere una vita lunga come i residenti di Nicoya?La risposta è altrettanto diretta: adottare una dieta prevalentemente vegetale, praticare attività fisica naturale ogni giorno, coltivare relazioni significative e mantenere un forte senso dello scopo possono migliorare la salute e ridurre il rischio di malattie croniche.Ridurre lo stress e dormire adeguatamente completa il quadro.

Le Blue Zones esistono ancora oggi?


Sebbene vi siano dibattiti sulla precisione dei dati anagrafici, le Blue Zones riconosciute – Sardegna, Okinawa, Ikaria, Loma Linda e Nicoya – continuano a rappresentare un modello prezioso per la promozione della longevità.Studi recenti sottolineano che, indipendentemente dalle controversie demografiche, i loro stili di vita anti‑infiammatori e le reti sociali restano pertinenti per la salute pubblica.

Fonti


  • Rosero‑Bixby L., Dow W.H., Rehkopf D.H.(2013).The Nicoya region of Costa Rica: a high longevity island for elderly males.Vienna Yearbook of PopulationResearch 11:109‑136.doi:10.1553/populationyearbook2013s109.
  • Madrigal‑Leer F.et al.(2019).Clinical, functional, mental and social profile of the Nicoya Peninsula centenarians, Costa Rica, 2017.Aging Clinical and ExperimentalResearch 32:313‑324.doi:10.1007/s40520‑019‑01176‑9.
  • Buettner D., Skemp S.(2016).Blue Zones: Lessons from the World’s Longest Lived.American Journal of Lifestyle Medicine 10(5):318‑321.doi:10.1177/1559827616637066.
  • Herbert C.et al.(2025).Blue Zones: Centenarian Modes of Physical Activity – A Scoping Review.Journal of PopulationAgeing 18:5‑41.doi:10.1007/s12062‑022‑09396‑0.
  • Caruso C., Accardi G., Aiello A., et al.(2025).The longevity of blue zones: myth or reality.Journal of Gerontology and Geriatrics 73(2): e865.doi:10.36150/2499‑6564‑N865.
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Dott. Di Mattei Di Matteo Oreste

Sant’Egidio alla Vibrata (TE)


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